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Staminali: il futuro è già arrivato
LA VITA PARTE DA UNA SINGOLA CELLULA

Può apparire incredibile, ma è proprio così.
Una cellula che si divide, si divide ancora e ancora, fino a formare un organismo complesso di miliardi di cellule.
Le prime cellule sono ancora indifferenziate; solo in seguito si specializzeranno per diventare organi e tessuti ben precisi. Nella prima fase sono totipotenti, cioè in grado di diventare potenzialmente qualsiasi organo o tessuto, passando attraverso varie fasi di differenziazione, quali i foglietti embrionali ectoderma, mesoderma e endoderma.
Queste sono le cellule staminali embrionali che hanno acceso le prime grandi speranze dei ricercatori della emergente medicina rigenerativa.
Infatti sono cellule dotate di straordinarie capacità autorigeneranti e sono virtualmente in grado di dar luogo a qualsiasi cellula e tessuto.
L'uso di cellule staminali embrionali poneva però alcune problematiche, per cui si è esplorata anche la possibilità di cellule staminali adulte. Queste non sono più totipotenti, ma possono essere pluripotenti cioè possono trasformarsi solo in alcuni tipi di tessuto, oppure unipotenti, dando luogo a un solo specifico tessuto.
Queste "staminali adulte" sono una sorprendente riserva, per esempio per la riparazione di ferite.
Tale processo di «rigenerazione» si è compiuto da sempre nell'organismo come un'autoriparazione spontanea, senza che il suo reale potenziale fosse a conoscenza degli scienziati.
Ora invece si comincia a conoscerle e ad apprezzarne il grande potenziale, in medicina e in cosmesi. Le cellule staminali adulte sono presenti nel nostro organismo in particolari siti, definiti “nicchie”. Si trovano nell'epidermide, nel follicolo pilifero, tra i villi intestinali, nelle pareti di alcuni grandi vasi sanguigni, nel midollo osseo, nelle fibre muscolari e in alcune zone del cervello.
Le enormi capacità rigenerative di queste potenti cellule hanno entusiasmato i ricercatori ed hanno fatto ben sperare nel loro utilizzo in caso di lesioni gravi di tessuti dell'organismo e di cura di molte malattie.
Come? Estraendole dall'organismo stesso, moltiplicandole nella quantità richiesta in laboratorio e riponendole nel tessuto o organo lesionato.
É di recentissima acquisizione la notizia del via libera della FDA (Food and Drug Administration, l'organismo americano preposto al controllo di cibi e farmaci) alla sperimentazione sull'uomo della prima cura a base di staminali, poiché sono state superate le difficoltà sul controllo della loro proliferazione e sulla loro stabilizzazione. Questa scoperta avvicina ancora di più il momento in cui tante patologie neurologiche, cardiache, ematiche e dermatologiche potranno essere trattate con successo.
Oppure pensiamo alla pelle ricostruita che ha già salvato la vita ai grandi ustionati.

Sulla membrana delle cellule dei nostri tessuti si trovano alcune macromolecole, denominate "recettori" che fungono da porta di ingresso per le molecole della matrice cellulare circostante: quando i recettori vengono a contatto con cellule staminali, le legano a sé formando i cosiddetti "ligandi" ed iniziano con loro un dialogo molecolare per attivare i processi rigenerativi e riparativi.

É questa rapida comunicazione tra cellule che stimola le attività biologiche del tessuto e sono proprio le cellule staminali che, come per una iniezione di giovinezza, "riprogrammano" le cellule più vecchie portandole indietro nel tempo.
 

Un passo avanti: cellule staminali vegetali
Non solo gli animali dispongono di cellule staminali ma anche le piante. Anzi, per certi versi sono ancora più potenti.
Le piante sono organismi di una plasticità incredibile.
Si adattano molto meglio di noi a cambiamenti di ambiente, luminosità e temperatura: restano sotto il sole a temperature tropicali e anche a molti gradi sotto lo zero; subiscono tagli e potature, ricostruiscono foglie, fiori e fusti senza problemi, eppure, a differenza dagli animali, hanno la capacità di riformare un intero organismo partendo da singoli gruppi cellulari totipotenti .
Le staminali vegetali spesso sono in uno stato "letargico" (ad esempio, durante il periodo invernale), ma basta indurre uno shock per dare il via all'energia vitale e ai principi attivi deputati alla neorigenerazione cellulare. Secondo recenti studi di un'equipe italiana, alla base dello sviluppo degli organi vegetali, partendo dalle cellule staminali dei meristemi, vi è un elaborato equilibrio tra Auxina e Citochinina, due ormoni vegetali che controllano sia la velocità che la continuità della differenziazione. Le cellule staminali vegetali hanno dunque la caratteristica unica di continuare a riprodursi con immutata vitalità e senza “decadere” o rallentare il proprio turn over cellulare negli anni (come invece avviene per le cellule staminali degli animali), sempre mantenendo bioattive le proprie macromolecole.
Dunque, da un germoglio iniziale parte l'intera crescita successiva di tutti i tessuti della pianta.
Poiché la possibilità di utilizzare cellule staminali embrionali di origine umana è attualmente in discussione dal Comitato Nazionale di Bioetica, e la totipotenza delle staminali adulte risulta essere inferiore alla "ultra potenzialità" di cellule molto giovani come quelle embrionali, le ultime ricerche scientifiche nell'ambito delle cellule staminali hanno focalizzato l'attenzione sull'utilizzo delle staminali di origine vegetale. E questa novità rivoluzionaria sta facendo il suo ingresso anche nei prodotti cosmetici d'avanguardia.


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